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Terapie di Gruppo

Terapie di Gruppo

Modalità terapeutiche che integrano percorsi riabilitativi fornendo al Paziente un contesto entro il quale poter acquisire informazioni, discutere su tematiche e argomenti di interesse vario ed esprimere pensieri, sentimenti e sensazioni.
Costituiscono una alternativa ai colloqui individuali, o una loro integrazione. In Casa di Cura, ogni programma specialistico coinvolge professionisti che seguono il Paziente comunque, sia questi si avvalga di colloqui personali sia partecipi a terapie di gruppo.
Hanno un fine educativo, più fondato sulla informazione e la documentazione che sulla formazione vera e propria.

Si avvalgono di un “esperto”, moderatore, che dir si voglia, terapeuta, che imposta lo svolgimento di un programma secondo orientamenti teorici e modelli di gestione configurati sulle diverse esigenze dei partecipanti al gruppo e dei loro disturbi.
Prevedono partecipazioni ed interventi vari, come quelli dei gruppi con comunità multifamiliari, e diversi, come quelli dei gruppi delle dipendenze, entro i quali la “condivisione” è parte integrante del percorso riabilitativo.

Terapia di gruppo destinata a Pazienti con diagnosi di disturbi dell’umore. Costituisce per i Pazienti uno spazio di discussione e analisi su temi riguardanti la loro malattia e i loro eventi di vita significativi. Non sono previste impostazioni di dialoghi rigidamente prefissate, ma possibilità di partecipare e contribuire, ognuno esprimendo propri pensieri, disagi e paure.

Per Pazienti che presentino crisi depressive o disturbi della personalità. L’aspetto psicologico ricavabile dal paziente, ed i sentimenti, da lui più o meno avvertiti, che possano essere suscitati o rafforzati nel rapporto con altre persone, sono i motivi principalmente utilizzati dal conduttore come materia di discussione della seduta a cui ciascun partecipante dà liberamente il proprio contributo. L’esperienza del gruppo contribuisce a ridurre il senso di isolamento del Paziente e ne migliora le capacità comunicative. Nel gruppo si scopre che difficoltà e paure, ritenute propria esclusiva, sono in realtà comuni a tanti altri. Rendendosene conto, ci si libera dal senso di sentirsi sbagliati, diversi e colpevoli.

Per forme depressive, a fini principalmente educativi con mezzi di carattere documentario, informativo più che formativo, su argomenti psicologici/psichiatrici e relative terapie e su strategie riguardanti tentativi di modifica o di correzione di situazioni che minaccino o danneggino l’individuo (strategia di fronteggiamento “coping“).

Terapia di gruppo denominata “skills training” (letteralmente: allenamento all’abilità, nel contesto della terapia dialettico comportamentale, “dialectical behavioral terapy, DBT”), sviluppata da Marsha Linehan, ricercatrice, psichiatra terapeuta americana, per persone con disturbi della personalità borderline e disturbi narcisistici, con visione distorta di se stessi “cluster (insieme) B”. Il gruppo mira a far adottare o a far riacquisire caratteristiche positive in mancanza delle quali si verificano i disagi del Paziente. Gli obiettivi sono quelli di limitare i comportamenti che tendono ad inficiare la qualità di vita, di far raggiungere un proprio equilibrio e di riuscire a controllare le proprie emozioni, anziché esserne sopraffatti, arrivando a poter affrontare i problemi della vita ordinaria senza catastrofizzare e a sviluppare un senso di pienezza interiore nel rispetto della propria dimensione personale.

Terapia di gruppo denominata “problem solving” (letteralmente: risoluzione di un problema, terza fase integrativa di: scoprire un problema, “problem finding” e di: inquadrare un problema, “problem shaping”), integrata con terapia multifamiliare, per Pazienti affetti da dipendenze. Una volta individuate situazioni problematiche, i Pazienti sono coadiuvati a riflettere sulle diverse e possibili strategie opportune ed indicabili per la soluzione di questi loro problemi.

Terapia di gruppo autogestita, per Pazienti affetti da dipendenze, organizzata per inserire e regolamentare nel gruppo attività di autogestione, come pulizie personali, mantenimento dell’ordine nella propria stanza, self service nella distribuzione degli alimenti, ed molte altre cose, con lo scopo di aiutare la persona a modificare il proprio stile di vita reso problematico dalle sostanze con cui la dipendenza si è verificata, dando la possibilità di riabituarsi alla cura personale, alla responsabilità, alla puntualità, e a lavorare ed a confrontarsi con gli altri, con il fine di migliorare le relazioni con la propria famiglia e con la comunità.

Per pazienti affetti da dipendenze, insieme ai loro familiari, i quali presenziano alla lettura della lettera sia di presentazione che di dimissione del loro congiunto. Le dipendenze di solito hanno un grande impatto sulla famiglia ed è pertanto molto importante che si stabilisca una comunanza di metodi e di obiettivi in modo tale che sia possibile analizzare insieme le difficoltà inoltrate e valutare le possibilità di adottare soluzioni efficaci ai vari problemi.

Per dare informazioni sulle dipendenze ai Pazienti ed ai loro familiari. Le nozioni, di tipo sanitario e sociale, devono essere fornite sia ai Pazienti che ai loro familiari in modo più formativo che informativo, con il fine di far acquisire conoscenza e consapevolezza della propria salute, realizzare un cambiamento di abitudini e comportamenti, e conseguire la capacità di prendere decisioni positive e vantaggiose.

Sia per gruppi di adolescenti con scompensi acuti da abusi di nuove droghe, sia per gruppi di giovani adulti. La terapia psicodinamica è basata su discussioni e dialoghi liberamente impostati durante i quali chi lo desideri fornisce un contributo allo sviluppo del discorso. Lo psicoterapeuta interviene per focalizzare la discussione e per fornire elementi di chiarimento o di maggior comprensione per favorire l’acquisizione di competenze coadiuvanti per una adeguata integrazione individuo – ambiente.

Terapia di gruppo per fronteggiare lo stress (strategia di “coping”, fronteggiamento) con tentativi di modifica o di correzione di situazioni che minaccino o danneggino l’individuo, e per la gestione dello stress, insegnando e imparando a riconoscerne le cause, le possibili conseguenze, e le tecniche per gestirlo vantaggiosamente, magari traendone benefici. Per adolescenti con scompensi acuti da abusi di nuove droghe o per gruppi di giovani adulti e gruppi di anziani, affetti da depressione.

Per adolescenti con scompensi acuti da abusi di nuove droghe o per gruppi di giovani adulti o gruppi di anziani affetti da depressione. Il fine è di aiutare a conseguire diverse modulazioni dei disturbi d’ ansia e dell’umore e ad attenuare i disturbi dell’impulsività. La musicoterapia coadiuva la comprensione di aspetti inconsci della vita psichica, l’ attivazione di miglioramenti psicofisici e rilassamenti profondi giovevoli per il recupero del contatto e del rapporto con il proprio corpo.

Per soggetti di questa età, al minimo quattro per gruppo, con problemi gravi evidenti, quali scompenso adolescenziale o comportamenti dissociali, o tentativi di suicidio, o gravi alterazioni del giudizio nei confronti della realtà, con la quale si è perso ogni contatto, accompagnate da alterazioni del comportamento (rotture psicotiche). Le tecniche di gruppo consistono nel favorire la possibilità di esprimersi, individualmente, nel porre in evidenza e far rilevare sentimenti e comportamenti che possano creare problemi di autostima, difficoltà relazionali e diversi altri sintomi di malessere.

Per Pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare. Spazio di discussione e confronto guidato da un terapeuta. Prevede interventi di sostegno di tipo informativo ed educativo per far conseguire una maggior consapevolezza della malattia e delle sue cure.

Gruppo psicoeducazionale guidato, per Pazienti con problemi di obesità, che presentino disturbi di alimentazione incontrollata, con o senza pratiche di eliminazione, come vomiti, lassativi, diuretici (binge eating disorder). Si propone di fornire supporto e confronto per l’acquisizione di conoscenze e di strategie necessarie per intraprendere processi di cambiamento delle condotte alimentari e dello stile di vita. Il gruppo è omogeneo ed aperto e si avvale dell’ausilio di materiale didattico.

Per Pazienti con disturbi alimentari, in gruppo guidato da specialista in tecniche cognitivo-comportamentali ed educazionali, con argomenti relativi al disturbo alimentare e a quanto ad esso correlato, con l’intento di fornire informazioni attinenti e motivazioni per le cure e di favorire confronti fra i pazienti, avvalendosi dell’ausilio di materiale didattico.

E’ una terapia che favorisce lo sviluppo o il miglioramento dell’assertività, cioè di uno stile di comportamento che consente di comprendere le proprie emozioni e le proprie esigenze e di imparare ad esprimerle in modo adeguato e costruttivo, per riuscire a realizzare i propri obbiettivi (una persona assertiva sa esprimere le sue opinioni, emozioni e punti di vista, facendo valere i propri diritti nel rispetto di quelli degli altri). Gruppo guidato da specialista secondo un orientamento cognitivo-comportamentale, con l’intento di migliorare le attitudini relazionali e/o comunicative dei partecipanti, migliorando le loro capacità di esprimere opinioni, imparando a gestire situazioni conflittuali nel modo più equilibrato possibile.

Tra i diversi approcci che il paziente può sperimentare, è disponibile anche la tecnica EMDR (“Eye Movement Desensitization and Reprocessing”, ovvero desensibilizzazione e rigenerazione attraverso i movimenti oculari) una metodologia nata per il trattamento di disturbi conseguenti a traumi da stress. La metodologia, sviluppatasi nel corso di vari anni, ora segue protocolli riconosciuti a livello internazionale e viene utilizzata con successo per trattare tutti i traumi che il paziente può sperimentare nel corso della sua vita. L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in: piccoli/grandi traumi subiti nell’età dello sviluppo, eventi stressanti nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti), eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza).

L’EMDR è un approccio complesso, ma ben strutturato, che può essere integrato nei programmi terapeutici aumentandone l’efficacia. Considera tutti gli aspetti di una esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici. Questa metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destra/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. Si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione” (fonte: EMDR Italia, per maggiori informazioni collegarsi a www.emdritalia.it). Questo approccio necessita di una valutazione iniziale approfondita, allo stesso tempo consente di ottenere risultati in tempi ridotti. In alcuni casi, si ha una remissione completa dei sintomi già dopo le prime sedute.